lunedì 3 gennaio 2011

10 - A Los Angeles

Quella sera Marta si addormentò prima che Brad rientrasse e quando si svegliò lui era già uscito, trovò un biglietto accanto al letto "Mi dispiace...Approfittane per riposarti un po', stasera passo a prenderti, metti qualcosa di molto elegante che andiamo ad una festa per il film, domani poi stiamo insieme!"
Marta non si aspettava certo di essere catapultata a LA e abbandonata in casa ma prese il buono della situazione, si sentiva molto Pollyanna da quando aveva preso quell'aereo per gli Stati Uniti e quindi si preparò per uscire alla ricerca di un bel vestito, anche se le sarebbe costato parte del suo budget.
"Ma come ci si veste alle feste di Los Angeles?" Alle feste a cui è normalmente invitata ci si veste più o meno come a scuola, qualche volta qualcuna osa una gonna un po' più corta e qualche ragazzo si azzarda a mettere una cravatta...Ma qui?
Quando scende in strada Marta si accorge che non ci sono negozi, nessuno. E' costretta a chiamare un taxi e farsi portare da Macy's, l'unico nome che conosce.
Marta decide che negli Stati Uniti potrebbe anche provare a non aver vergogna delle sue necessità, non sarebbe male non farsi mille problemi prima di fare una richiesta, di chiedere un informazione, di affidarsi ad una commessa:"Grazie, ho proprio bisogno del suo aiuto, dovrei andare ad una festa per la presentazione di un film, è la prima volta, non ho assolutamente idea di come vestirmi..."
Fortuna (terza novità da quando è oltreoceano) vuole che la commessa sia molto cortese e competente e anche divertita nel mostrare un'immensa quantità di abiti a Marta.
Chiaramente si sente come Pretty Woman anche se a pagare sarà lei e non Richard Gere, ma il gioco è ugualmente divertente.
Dopo molte indecisioni, un'attenta valutazione del prezzo, la ricerca della massima qualità con quel prezzo, la scelta di Marta cadde su un abito non troppo appariscente, di un gradevole tono di blu, a palloncino, smanicato con una romantica applicazione di pizzo al posto delle spalline e attorno alla scollatura quadrata, corto al punto giusto.                   Qualcuno potrebbe definirlo anonimo ma invece si trattava di un abito grazioso che esaltava la giovinezza e la spensieratezza di Marta.
Approfittando del tempo libero Marta entrò anche da un parrucchiere perché voleva essere perfetta per quella serata, acquistò anche un paio di scarpe con tacco, che non avrebbe mai più messo, e un'elegante pochette che non sopportava ma che su consiglio della commessa era perfetta per la mise di quella sera.
Quando Brad tornò era pronta e sorridente, felice di vederlo e di abbracciarlo. Lui si mostrò sorpreso nel vederla così ben vestita e la guardò ripetutamente con ammirazione, stringendola forte a sé ma facendo attenzione a non sgualcire il vestito.
Si preparò molto in fretta ma l'effetto fu travolgente anche per Marta nel vederlo nella sua massima eleganza, entrambi avrebbero preferito passare diversamente la serata ma non era dispiaciuti di potersi guardare tutta la sera, belli com'erano.
La festa fu divertente e Marta ebbe l'occasione di conoscere gli attori che avevano lavorato con Brad, tra cui la sua ex-fidanzata, il regista e molti ospiti illustri (anche se per lei sconosciuti).
Brad cercò in tutti i modi di lasciare la festa il prima possibile ma non gli fu facile, era molto ricercato e questo stuzzicava la gelosia di Marta ma non se ne dispiaceva.
Finalmente a casa, insieme, soli: si guardavano negli occhi, si sorridevano, Brad e Marta, la voglia di stare insieme era tanta, un giorno di distacco aveva aumentato il loro desiderio, avrebbero voluto scappare dal mondo e restare soli per un tempo indefinito.
Quello che accadde quella sera fu un'intensa condivisione dei loro corpi, un momento di piacere delicato ma profondo, una passione non violenta, ma dolce, calorosa e sensuale.
Per tutta la giornata successiva poterono sentirsi come in fuga dal mondo, soli e appassionati, senza nessuno che li disturbasse nella loro ricerca di un'intimità sessuale, raggiunta velocemente come quelle intellettuali e affettive nei giorni precedenti.

giovedì 30 dicembre 2010

9 - Cambiamento di programma

Svegliarsi con accanto Marta per Brad fu una piacevole sorpresa, rassicurante e deliziosa.

Marta invece si sentì inizialmente imbarazzata, poi confusa tanto che corse velocemente in bagno a guardarsi lungamente allo specchio.
Voleva guardarsi mentre mandava a monte il suo progetto,  il sogno di viaggio in solitudine che coltivava da cinque anni. Si sentiva incoerente, sopraffatta da quel nuovo sentimento. “Sto facendo un errore? Sto sostituendo il mio sogno con un altro?”
Poi si accorse che  i dubbi nascevano pensando alle persone che erano a casa, ai loro commenti e alle loro convinzioni. Perché se ascoltava solo se stessa sentiva che stare con Brad, in questo momento, era quello che voleva, era quello che la faceva sentire serena. Non potevano esserci dubbi, sarebbe partita con lui, avrebbe vissuto alla giornata, come si era ripromessa partendo, e non si sa mai quello che la giornata ci offre, a volte, è un deciso cambiamento di programma!
Quando tornò in camera, dopo parecchi minuti, ad attenderla c’era una profumata colazione appoggiata sul letto. “Questo è proprio un sogno…” Spesso non accettiamo la felicità perché non ce ne sentiamo degni, a volte ci sentiamo in colpa nei confronti di chi non è felice  e ci costringiamo a non esserlo, ad allontanare la felicità, a cercare sempre qualcosa di nascosto che possa distruggerla. Oggi Marta decide che non ci deve essere per forza un motivo per cui capitano certi momenti di felicità e nemmeno vuole spiegarsi perché proprio a lei, oggi Marta decide di godere della vita, di essere grata per quello che le accade. Oggi Marta è felice e basta.
Dopo la colazione a letto, qualche battuta divertente e un po’ di scherzi affettuosi Marta e Brad si ritrovarono abbracciati, stretti, si ritrovarono a baciarsi con insistenza e videro uno negli occhi dell’altro che il desiderio voleva avere la meglio, che era il momento, non era né presto, né tardi, non dovevano pensarci, dovevano solo lasciarsi andare.
Ma la vita non è un film, questo infatti non accade mai nei film, quando si accorsero di non avere le necessarie protezioni cercarono di spegnere la passione, che scemò lentamente e cercò in tutti i modi di avere la meglio sul loro buonsenso. Ma non vinse.
Si rivestirono un po’ a disagio, piuttosto turbati per l’accaduto ma consapevoli di avere ancora tanto tempo per amarsi senza correre inutili rischi.
Marta e Brad lasciarono New York a malincuore, sarebbero rimasti volentieri ancora un po’ a godersi le possibilità offerte da questa immensa città.
L’arrivo a Los Angeles fu piuttosto traumatico, l’agente di Brad lo attendeva all’aeroporto e lo rimproverò per il suo ritardo visto che ormai ne era chiaro il motivo, attraversò velocemente una città enorme, caotica e trafficata per portarlo a casa dove avrebbe dovuto cambiarsi velocemente perché entro un’ora doveva essere presso un’emittente televisiva per la promozione del film.
Senza nemmeno rendersene conto Marta si ritrovò sola a Los Angeles nell’elegante casa di Brad.

lunedì 27 dicembre 2010

8 - L'attesa

Brad sentiva che Marta era una ragazza diversa da quelle che era abituato a frequentare.
Era attratto dal suo essere così allegra e, a tratti, infantile ma questo lo preoccupava perché non sapeva come comportarsi, non voleva ferirla, voleva proteggerla.
Dopo quel bacio la giornata era continuata ricca di scoperte e luoghi da vedere; dopo quel bacio camminavano mano nella mano, si guardavano più spesso di prima; dopo quel bacio ne seguirono molti altri, ogni angolo di strada era l’occasione per baciarsi, in ogni tragitto in auto si scambiavano qualche effusione. Brad si sentiva un ragazzino, Marta si sentiva se stessa.
Non rientrarono in hotel prima di cena perché la guida propose loro un ristorante molto romantico sulla via del ritorno e ne approfittarono.
Quando arrivarono in hotel erano entrambi molto stanchi e sudati dopo la lunga scorrazzata, il caldo oggi era aumentato.
Brad accompagnò Marta sulla porta della stanza e, anche se a fatica, si salutarono.
Era ormai mezzanotte quando Marta si mise a letto. Domani sarebbe partita per Los Angeles durante la mattinata, non sapeva di preciso a che ora ma erano d’accordo che sarebbe passato a chiamarla verso le otto, visto che entrambi si svegliavano sempre piuttosto presto. Domani sarebbe partita per Los Angeles con Brad Pitt. Non nascondeva che pronunciare questo nome la metteva a disagio, era solo una stella nascente ma non poteva negare di sentire una sensazione piacevole anche per il fatto che l’uomo con cui aveva passato questi splendidi giorni fosse anche Brad Pitt.
Brad non riusciva a dormire, pensava che se anche lei avesse voluto stare con lui non avrebbe saputo come trovarlo perché non sapeva il numero della sua camera. E anche se l’avesse saputo gli sarebbe venuto il dubbio che lei non avesse il coraggio di cercarlo e quindi si sarebbe trovato nella medesima situazione.
All’una Marta che non dormiva assolutamente sentì un timido bussare alla porta. La reazione istintiva di spavento si placò immediatamente sostituendosi alla speranza di sentire la sua voce: infatti era Brad che entrò con un atteggiamento tra l’imbarazzato e il divertito, inventando che non si ricordava di averle comunicato il programma del giorno seguente.
Non avvenne niente quella notte, oppure tutto perché Brad e Marta restarono a lungo abbracciati, in silenzio, a coccolarsi, a guardarsi, a cercare ognuno negli occhi dell’altro la conferma dei propri sentimenti e del proprio desiderio.
Ma conclusero, senza parole, che avevano ancora molto da dirsi e da farsi prima che quel desiderio arrivasse a compimento.

giovedì 23 dicembre 2010

7 - Il bacio

Aprendo gli occhi al mattino Brad pensò che gli sarebbe piaciuto trovare Marta accanto a sé, sentiva il desiderio di abbracciarla e accarezzarla.
Quando Marta aprì gli occhi pensò che spesso le capitava di non volersi alzare al mattino per continuare a sognare, invece oggi si accorse di essersi addormentata senza sogni e di non vedere l’ora di cominciare una nuova giornata.
Fu pronta che erano solo le 8.00 non sapeva quale fosse la camera di Brad ed era certa che non sarebbe venuto a cercarla prima delle 9.00, ancora non si erano dati appuntamento. Scese quindi nella hall per guardarsi un po’ in giro, invece lo incontrò, anche lui alla ricerca di qualcosa da fare per passare il tempo.
Oggi Brad le propose di non camminare: “Se ti va ho trovato una persona che ci farebbe fare il giro della città fino ad Harlem, ma anche Brooklyn, tutto quello che vogliamo. Ci potremmo fermare dove e quando vogliamo e in più ci racconterebbe un po’ di storia della città. Che ne dici?”
“Dico che non potevi avere un’idea migliore! Dopo tutti i chilometri che abbiamo fatto ieri non credo che oggi avremmo potuto ripeterci.”
Brad temeva che Marta avrebbe voluto continuare a soffrire per visitare New York, il fatto che avesse accettato con tanto entusiasmo lo sollevò.
La giornata passò veloce e intensa, Marta sentiva di avere New York nelle proprie mani, poteva vedere tutto quello che desiderava e poi nei giorni successivi si sarebbe dedicata ad approfondire ciò che più l’avrebbe colpita.
Brad e Marta non avevano ancora parlato dei giorni successivi. Quello che stava accadendo fra di loro non era chiaro, Brad non voleva che accadesse niente in modo forzato, veloce, innaturale e Marta era talmente presa dalla città, dai suoi sogni che nemmeno pensava che Brad potesse non farne più parte già dall’indomani.
Brad pensò di essere diretto: “Domani devo essere a Los Angeles!”
Marta non parlò ma il suo sguardo di terrore colpì Brad più di ogni parola e si affrettò ad aggiungere istintivamente, senza nemmeno averlo programmato:”Ti andrebbe di venire con me?”
Marta non si aspettava questa proposta, ma era chiaro che la gradiva e si affrettò a rispondere:”Pensi che non ci sarebbero problemi?”
“No, assolutamente. Mi sono appena trasferito in una casa molto carina, potrei ospitarti, sempre che tu non preferisca stare in hotel…”
Marta sorrise arrossendo, una parte di lei fingeva di non accorgersi di essere attratta da Brad:”Mi farebbe molto piacere…”
Si era creato un certo imbarazzo tra di loro, finora non era mai capitato che restassero senza parole e Brad sentiva più forte dentro di sé il desiderio di quella mattina quindi le si avvicinò lentamente e la baciò.
Marta provava la sensazione meglio descritta dai film quando tutto il mondo attorno scompare e restano solo lui e lei e il loro lungo appassionato inaspettato bacio.
Marta aveva 19 anni ma era ancora molto bambina, per certi versi. Aveva avuto solo Giorgio nella sua vita, nessuna altra storia, sempre con lui dall’età di 15 anni. E la loro storia era cresciuta molto lentamente, avevano saputo assaporare ogni tappa a lungo, senza correre.
Trovarsi abbracciata e baciata dall’uomo più bello e sexy che avesse mai visto era una sensazione nuova, travolgente e, stranamente, senza sensi di colpa.
Era capitato ancora che qualche ragazzo la corteggiasse magari anche insistentemente ma lei era sempre stata irreprensibile, fedele al suo Giorgio, fin troppo intransigente per le sue amiche che la invitavano a vivere altre storie per non pentirsene in futuro.
Adesso, era certa, non si stava pentendo di quello che stava accadendo, anzi avrebbe vissuto questi momenti con tutta la gioia che ne derivava.

lunedì 20 dicembre 2010

6 - New York

Brad sapeva di avere molti impegni e un'agenda fitta per la promozione del film, sapeva anche che si era preso qualche giorno libero per se stesso dopo la rottura con la fidanzata e  gli impegni degli ultimi tempi, aveva quindi deciso di fare una breve vacanza in Italia. Ma il tempo libero era terminato e oggi stesso avrebbe dovuto rientrare a Los Angeles.
Siccome gli impegni più importanti erano fissati per venerdì, accampando una serie di fantasiose scuse era riuscito ad ottenere il permesso di passare ancora un paio di giorni a New York. Si chiedeva se quel bisogno di rimandare il rientro a LA fosse dovuto a Marta, o fosse piuttosto a quello che provava stando con Marta, perché si sentiva libero, un po' incosciente e soprattutto il suo divertirsi con poco lo contagiava.
Nella sua camera Marta pensava che le ore passate in aereo l'avevano avvicinata a Brad in un modo che non conosceva, si sentiva coinvolta da lui, ma sentiva forte il piacere di essere ascoltata, piacere che nella sua vita pur circondata di parenti e amici, non aveva mai provato così forte; le sembrava di aver trovato qualcuno con cui condividere pensieri ed emozioni, senza condizioni, solo per il piacere di farlo. Una sensazione che non conosceva.
Non si erano dati appuntamento, ma il mattino successivo verso le 9.00 Marta sentì bussare alla porta, era già pronta per uscire perché non aveva intenzione di passare le ore negli Stati Uniti a dormire in un albergo e nonostante si fosse addormentata molto tardi si era concessa solo un'oretta in più di sonno.
Aprì contenta che Brad la fosse venuta a cercare, la faceva sentire sicura di sé.
Fecero colazione insieme e iniziarono a parlare animatamente come durante la traversata dell'Oceano: camminarono per molte ore, presi dalle loro parole e da tutto quello che New York può offrire.
Siccome la giornata era assolata, il cielo azzurro senza nuvole e la temperatura estiva non troppo calda, poterono percorrere molti chilometri: si fermarono parecchio tempo a Central Park raccontando uno per uno i film che avevano avuto come sfondo questo affascinante parco; si fermarono ad ammirare il Plaza e percorsero tutta la quinta strada, fermandosi spesso a commentare ciò che vedevano, per osservare meglio e naturalmente per fotografare, visto che nel budget di Marta per questa vacanza una parte cospicua era destinata alle spese per i rullini e le successive stampe fotografiche.
Ammirarono l'imponente St.Patrick Cathedral circondata dai grattaceli e si fermarono alla Public Library.
Le biblioteche erano un'altra passione in comune: Brad amava particolarmente l'architettura e l'estetica mentre per Marta erano la pura magia che scaturisce dai libri. Entrambi amavano leggere ma per Marta era qualcosa di indispensabile, Brad scoprì quindi che Marta oltre a divorare film era un'avida consumatrice di letteratura.
La biblioteca di New York li travolse a lungo. Quando riemersero continuarono fino all'Empire State Building, che per una cineasta che si rispetti, è tappa obbligata fino alla sua cima, teatro di romantici film.
Le numerose soste, la piacevole compagnia e il caldo sopportabile e, anzi, piacevole, non fece loro pesare i numerosi chilometri percorsi, continuarono deviando in Union Square e raggiunsero Madison Square, dove termina la quinta strada.
Continuarono poi fino a Wall Street, ammirarono il ponte di Brooklyn e si fermarono a Battery Park.
Si era fatta ormai sera,  i piedi un poco doloranti non davano particolarmente fastidio, ma avvertivano che  l'autonomia era terminata e, nonostante avessero mangiucchiato per tutto il giorno, sentivano il bisogno di sedersi per una rilassante cena.
Chiamarono un taxi che li portò in hotel dove si preparano per cenare in un piccolo ristorante e la cena si rivelò un momento in cui raccogliere le idee della giornata, assaporare la fortuna di essere lì e programmare la giornata successiva.
Era ormai mezzanotte quando rientrarono in albergo e si salutarono affettuosamente come la sera precedente, con una luce particolare negli occhi.